Saldi! Billy e il misterioso tesoro del nonno
Billy e il misterioso tesoro del nonno
Una nuova avventura di Billy si apre con un prezioso ritrovamento: una mappa del tesoro appartenuta al nonno del giovane bandito. Billy e l’inseparabile amico e compagno di avventure, il vermetto Giancarlo, si addentrano in una caverna, muniti di torcia ed elmetto, ma una bruttissima sorpresa li aspetta: un ragno gigante! Terrorizzati, si rifugiano nella casa di una talpa e lì scoprono che lei possiede un forziere regalatole dal nonno di Billy. Che cosa conterrà quel vecchio baule? La sorpresa è incredibile e racchiude in sé la gioia della festa, l’emozione dell’amicizia, il dono dell’allegria. Billy non esita a raccogliere l’invito del nonno e a condividerlo: in fondo, non sono i tesori materiali quelli capaci di regalare indimenticabili momenti di felicità...
Nasce nei Paesi Bassi, a De Bilt nel 1957. Studia all’Accademia di Belle Arti di Groningen. Espone in molte gallerie d’arte ed è attiva nel panorama artistico olandese. Dopo la nascita di suo figlio nel 1993, decide di scrivere e illustrare libri per bambini, dando inizio a una attività molto prolifica e di successo. Vive e lavora ad Amsterdam.
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Blub blub blub
Blub blub blub

SU, SU, IN ALTO E CON UN GRANDE SALTO… È una bellissima giornata d’estate. A mollo sul suo salvagente, un bambino sguazza nell’acqua tranquilla. Ciaf, ciaf, ciaf… All’improvviso, però… FLUSH! Qualcosa lo solleva da sotto; è il suo papà, in … Continua

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Saldi! Blul Blub Blub
Blul Blub Blub
È una bellissima giornata d’estate, in spiaggia fa caldo. Un bambino corre a tuffarsi in mare seguito da papà. Ciaf, ciaf, ciaf! Ma all’improvviso... SWASH! Qualcosa lo solleva; è il suo papà in vena di scherzi. Un attimo dopo, però, qualcos’altro arriva a sollevare entrambi. È una grossa tartaruga. E poi si aggiunge un tricheco, una balena, una piovra gigante… La piramide composta da così tante creature è bellissima quando a un tratto... SPLASH!
Nasce nel 1956 nel sud-ovest del Giappone. Si diploma in agraria ma trova la sua strada visitando il museo di Belle Arti di Boston durante un viaggio negli Stati Uniti. C’era una mostra su Beatrix Potter e vi erano esposti disegni originali di Peter Coniglio. Fu una rivelazione, un colpo di fulmine. Il modo in cui Beatrix Potter disegnava la natura portò Yuichi a buttarsi nella sua nuova professione.
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Buchi e bruchi
Buchi e bruchi
Il soggetto è spassoso, il testo è scritto in rima, le immagini sono il frutto di un vivacissimo mix di collage e colore tanto caro a Gek Tessaro. L’unica “pecca” dell’edizione precedente era il formato (piccino picciò) che davvero non rendeva giustizia alle illustrazioni e non dava abbastanza respiro al testo. Tutto risultava sacrificato e il fatto di avere fra le mani un quadrotto piccolino faceva pensare a un target baby (intorno ai 2 anni). Ma aprendolo e leggendolo, il contenuto spiazzava: testo non breve e non immediato, trama articolata. Perfetto secondo me dai 3 anni. Questa edizione di Lapis, 20×20 cm, rimette tutto a posto e dà a Cesare quel che è di Cesare (sarà contento anche Gek Tessaro…).
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Saldi! Buon giorno piccolo Porcellino
Buon giorno piccolo Porcellino
In “Buon giorno piccolo Porcellino” veniamo alle prese con il classico amico che distoglie dagli impegni presi con altri e con se stessi proponendo prima giochi inventati (dal “cercarti–acchiapparti” a nuotare nel fiume), poi, poco alla volta, utilizzando con furbizia l’ingenuo di turno quale serva di casa. L’amico è Porcellino e l’ingenuo, naturalmente, è Tigrotto. Sarà una domanda fattagli da Porcellino a fargli ricordare – dopo tre giorni trascorsi interamente a casa sua, in quel ruolo – l’esistenza di Orsetto. Ma giunto a casa e trovata la porta sbarrata, l’erba incolta e il prezzemolo inselvatichito, verrà preso “da una grande paura”: essere stato abbandonato dall’amico di sempre. Non c’è bisogno che vi racconti come la storia si conclude… Giovanni Greci, Libri per partire libri per restare, Bambini Dossier, dicembre 1998, 39.
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Buonanotte Buio
Buonanotte Buio
"Il mio problema è senza scappatoie. Ho paura della parola Buio con tutto quello che può starci dentro:mostri, fantasmi, scheletri e vampiri!". In questo racconto l’autore narra di quella speciale paura, regina delle notti di molti bambini, che è la paura del Buio, tanto avvolgente quanto apparentemente invincibile. Quando cala il silenzio ed il mondo perde tutti i suoi colori, proprio quando risulterebbe impossibile distinguere una pianta di melo da una sedia, il piccolo protagonista decide di provare ad affrontare tutto quel nero abitato da creature sconosciute, attribuendogli un nome amico... ma un tale espediente potrà funzionare anche con la spaventosa paura del buio? E non è forse nel capire che "non c’è trippa per temibili spettri" che si inizia a diventare grandi?
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Buone notizie brutte notizie
Buone notizie brutte notizie
Buona notizia: Coniglietto e Topolino decidono di fare un picnic insieme. Brutta notizia: comincia a piovere. Buona notizia: Coniglietto ha l'ombrello. Cattiva notizia: il vento fa volare l'ombrello (e Topolino!) su un albero... Comincia cos? l'avventura di due amici tanto diversi di carattere. Con ironia e stile Jeff Mack ha saputo creare un libro intelligente e pieno di colpi di scena, che insegna a vedere il lato buono delle cose e celebra il trionfo dell'amicizia. Buone notizie: i bambini non vedranno l'ora di leggerlo e rileggerlo!
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Saldi! Buongiorno Dottore
Buongiorno Dottore
Oggi c’è una bella fila dal dottore; quanti pazienti in attesa di essere visitati! C’è una tenera pecorella, una placida gallina, un coccodrillo goloso con il mal di denti, un elefante maldestro con un chewing-gum nella proboscide e poi un lupo con il mal di pancia. Il bravo dottore visita tutti e a tutti dispensa buoni consigli. Quando però è il momento di guardare nella pancia del lupo, il dottore capirà che una bella sorpresa è in arrivo... Matthieu Maudet e Michaël Escoffier sorprendono il lettore con un finale tanto inaspettato quanto divertente, perfettamente nel loro stile.
Nasce a Nantes dove passa il tempo a fare disegni sui margini dei quaderni. Diventato grande si trasferisce a Rennes dove si dedica a tempo pieno al fumetto e alle illustrazioni di libri per bambini.
Quando Michaël, dopo aver disegnato un cane, si sentì dire da un compagno di classe «Carina la tua giraffa!» decise che sarebbe diventato uno scrittore, e non un illustratore. Per questo lavora generalmente in coppia con illustratori e illustratrici dei quali ammira soprattutto il talento e la perseveranza.
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Saldi! Buongiorno Postino
Buongiorno Postino
Il postino, a cavallo della sua bicicletta, deve consegnare dei pacchi a molte coppie sparpagliate ai quattro angoli del globo. C’è la coppia degli ippopotami, quella delle scimmie, quella dei pinguini... e tutti sono ben felici di ricevere la visita del postino perché nei pacchi c’è sempre... un bebè! Tutti ringraziano e sorridono: «Ma guarda, è tutto il tuo ritratto!» Solo i pinguini hanno una bellissima sorpresa perché, quando si schiude il guscio, quello che salta fuori non è esattamente ciò che si aspettavano! Be’, a volte il postino si sbaglia ma una sorellina è una sorellina ed è sempre la benvenuta! Una storia allegra e scanzonata per parlare di integrazione.   Premio Nati per Leggere 2013
Nasce a Nantes dove passa il tempo a fare disegni sui margini dei quaderni. Diventato grande si trasferisce a Rennes dove si dedica a tempo pieno al fumetto e alle illustrazioni di libri per bambini.
Quando Michaël, dopo aver disegnato un cane, si sentì dire da un compagno di classe «Carina la tua giraffa!» decise che sarebbe diventato uno scrittore, e non un illustratore. Per questo lavora generalmente in coppia con illustratori e illustratrici dei quali ammira soprattutto il talento e la perseveranza.
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Buongiorno sole
Buongiorno sole
Paloma Canonica
Buongiorno sole
Una breve storia del buongiorno, con calde illustrazioni per i più piccoli per regalare loro un buon risveglio ogni mattina.
Nelle pagine iniziali e finali sono riportate le immagini riquadrate degli oggetti presenti nel libro affinché il bambino possa riconoscere, additare e denominare le piccole cose che accompagnano la sua giornata.
I bohemini-mini: il mondo che il bambino conosce meglio visto attraverso i suoi occhi. I piccoli riti rassicuranti che scandiscono la sua giornata, in “microstorie” narrate con gli ingredienti della scoperta e dello stupore.
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C’è un torta che ti aspetta
C’è un torta che ti aspetta
Maialino non vede il suo amico da molto tempo e decide di inviargli un messaggio in una bottiglia. Un lungo viaggio fino all’altra sponda del mare ed ecco che l’invito arriva a destinazione. «Torni a trovarmi?» scrive. «Ci sarà la torta di mirtilli.» Il viaggio per ricongiungere i due amici inizia così e il loro tanto sospirato incontro prende forma passaggio dopo passaggio in un crescendo di emozioni. «Stai arrivando?» «Allora non dimenticare di portare lo spazzolino da denti» «Sulla torta non ci starebbe male un po’ di panna montata». Un affettuoso inno all’amicizia, al senso del viaggio, all’inesauribile magia del ritrovarsi.
Figlio del celebre illustratore e fumettista Friedrich Karl Waechter, nasce a Francoforte nel 1968 dove attualmente vive e lavora come illustratore freelance. Ha frequentato corsi di comunicazione e illustrazione presso la University of Applied Sciences in Mainz ed è stato cofondatore di Labor Ateliergemeinschaft, uno studio collettivo composto da illustratori, grafici e autori. Ha illustrato numerosi best-seller ed è stato premiato con importanti riconoscimenti.
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C’era una volta una Bambina
C’era una volta una Bambina
?C?era una volta?, ci dice il titolo: siamo nella fiaba, il patto di finzione ? stabilito, fin dall?inizio. In copertina il lupo, nero, e la bambina, rossa: una promessa di manicheismo morale, il bene e il male. Cappuccetto rosso, dunque, rito di passaggio, crescita: eh, s?, siamo indubbiamente nella fiaba. Apriamo il libro e? ci accorgiamo subito che le cose non prendono la via che ci aspettiamo. Ecco, per prima cosa incontriamo il bosco, due doppie pagine: bellissimo, il bosco di Joanna Concejo; non il bosco buio e spaventoso, ma odore di felci e abeti, qui, resina, aria buona, una luce calda che proviene dall?alto, a sinistra. Questo ci raccontano le due doppie pagine iniziali. Ma qual ? il mondo che circonda la bambina? La madre ? la grande assente in questa storia, la bambina ? ?invisibile?, sola, nessuno ad ascoltarla, la nonna ? una paladina degli stereotipi pi? biechi, intenta solo ad agitare un futuro catastrofico fondato su antichissimi dettati, fatto di ?attenta agli sconosciuti, attenta a te?, e nella sua casa, sopra la sedia del narratore, un chiaro monito: trofei di caccia alla parete. La fine ? nota. Molto efficace la prosa poetica di Giovanna Zoboli: come si potrebbero altrimenti rappresentare i mezzi discorsi, le frasi senza coraggio, il detto e non detto, i luoghi comuni con cui gli adulti si compattano ai danni dei ragazzi nell?et? della crescita, quando non sono pi? i piccoli, fiduciosi pargoli adoranti, pronti a seguire qualunque cosa venga loro dall?adulto, quando crescono e cercano il proprio posto nel mondo, quando avrebbero diritto ad essere creduti degni di fiducia, ritenuti capaci di autolimitarsi, di sbagliare e di imparare dagli errori e di capire in autonomia quando e dove sia il pericolo? Questa fraseologia poetica, mai compiuta, fortissima ? l? a descrivere la demagogia che circonda la bambina. Ma la bambina ? accolta dalla natura, dal bosco, grande, immenso protagonista di questa storia, che la ascolta, la vede, le parla e, soprattutto, ne ? ascoltato. Succede ogni duemila anni che qualcuno si accorga che il bosco ulula, fischia, s?, ma ? anche un meraviglioso, delicato, profumato, compagno di vita per noi esseri viventi su questo pianeta, necessario, il bosco, non per essere distrutto a nostro uso e consumo, ma come fonte di essenza, scoperta, di esperienza, soprattutto nell?infanzia. Il bosco si fa lupo, la bambina e il lupo si vedono, si parlano, si legano. [...] A chi parla questa storia? ? una fiaba, e come ogni fiaba, non ? scritta per bambini n? per aduti n? ? scritta per adulti per poi essere successivamente adattata ai bambini. Invece, come succedeva nei racconti del focolare, ? un racconto per tutti. Parla dunque ai bambini? Perch? no. Ognuno ne coglier? ci? che serve, riservandosi un livello di comprensione pi? profondo per il futuro. Agli adulti? Certo. Chi vorr?, sapr? ascoltare, guardare questa storia, queste immagini potenti, forse vivr? con un brivido il ricordo della propria adolescenza braccata, o magari pi? libera e selvaggia di quella che oggi ha deciso di concedere al proprio figlio. Ma soprattutto parla a loro, ai giovani, ai ragazzi in cerca di un luogo, di un ascolto, di una possibilit? di far vibrare il proprio presente, le proprie possibilit? di incontro, di vivere nella natura, e che invece, sempre pi?, si trovano soli, alle prese con le case, prigioni dorate, sempre pi? chiuse, alle prese con i ?non devi?. Da ? la parola che ci rende uguali, di Sonia basilico, in Il blog dei Topipittori, 16/03/2015 Il testo ? una rielaborazione della fiaba di Cappuccetto Rosso a cura di Giovanna Zoboli e le illustrazioni sono opera di Joanna Concejo. La Zoboli ? una scrittrice, editor e curatrice editoriale ed ? la fondatrice, insieme a Paolo Canton, della casa editrice Topipittori. Joanna Concejo ? un?illustratrice polacca. La sua matita ? precisa, paziente e minuziosa e le sue illustrazioni racchiudono un alone di sacralit? che le rende gravi e quasi spaventose. Nelle immagini della Concejo traspare qualcosa che si potrebbe chiamare ?anima?: niente ? affidato al caso, tutto nasce come frutto di una relazione profonda e vitale dell?illustratrice con il foglio e la matita. Vi si scorge una concentrazione assoluta, una devozione, quasi, nei confronti del disegno: le sue tavole sembrano emergere da un grande silenzio ed anche un grande freddo. Come se ogni tratto nascesse da un mondo lontano e saggio e arrivasse ad essere disegnato dopo avere percorso una strada di consapevolezza. Sono immagini sempre vive e piene di verit?: di verit? scomode, di solitudine, di introspezione, di coscienza. Tutto ha senso, quando ? la Concejo che disegna. E poi c?? la storia. La storia di tutti e di sempre, rivista con estrema raffinatezza dalla Zoboli. Una madre, una figlia, una nonna, un lupo, un cacciatore. E una casa e un bosco. C?era una volta una bambina. [...] Cappuccetto rosso ? sulla soglia: ferma appena prima del bosco, del sempreverde intenso degli abeti, il viso verso il lettore che gi? sa da dove viene e si immagina dove andr?. La macchietta rossa in tutto quel verde appare quasi una sfida a noi, che pensiamo di sapere tutto di lei, della sua disobbedienza, delle conseguenze. La bambina ? l?ultimo anello di un percorso di genealogia femminile: deve obbedire alla madre e prendersi cura della nonna. La madre nel libro non si vede e non viene mai viene nominata ma la dimensione femminile da cui prende il via la vicenda ? dichiarata subito: C?era una volta una bambina, una casa, una madre e una nonna. Fra la piccola e le sue ave c?? la casa, spazio privato di competenza femminile, luogo deputato all?apprendimento e all?esercizio dei suoi compiti. Noi conosciamo la storia e sappiamo perch? la bimba ? nel bosco, da sola, col vestito rosso e il cestino: sta obbedendo alla madre. Discendenza ed obbedienza ad un ordine dato - un ordine che ? quello del sentiero del bosco, un ordine che si ? imposto con la forza e la costanza di mille e mille anni di pratica della disciplina. Come il sentiero, creato dal continuo passaggio sul medesimo lembo rubato al bosco su cui alla fine non cresce pi? niente: come la cultura che si fa norma e si traveste da natura, regola fisiologica, e come tale indiscutibile. Quello che ho visto, nella scelta di questa bambina, ? la scelta di rompere con tutta una storia di adesione alla regola che ha impedito alle nonne, alle madri e alle figlie di uscire dal sentiero, conoscere chi abitasse il bosco e scegliere un linguaggio di scambio con l?altro. Luce Irigaray ha insegnato che l?ordine maschile ? stato fondato sul mutismo della donna e sulla rimozione della sua potenza generativa - non biologica ma simbolica: la pervasivit? del discorso maschile sul mondo ? tale da impedire alle donne anche solo di pensarsi e quindi di relazionarsi fra s? e con l?altro in maniera autonoma e consapevole della propria differenza. La madre e la nonna in questo albo sembrano perpetrare quella rimozione e quel discorso: non offrono alla figlia/nipote niente pi? che un sentiero gi? tracciato.
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Cane nero
Cane nero
KATE GREENAWAY AWARD MEDAL 2013
Conoscete la leggenda del terribile Cane Nero?  Pare basti un suo sguardo per scatenare gli eventi più funesti. Così, quando una mattina d’inverno si presenta fuori dalla casa dalla famiglia Hope, tutti scappano impauriti. Tranne la giovane Small, che saprà riportare la bestia alle giuste dimensioni. Un libro, pluripremiato, che insegna ai bambini (e non solo) a guardare in faccia e ad affrontare le proprie paure e le proprie ansie, non importa l’età. Magari scoprendo che non sono poi così tremende come uno pensa.
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Canto di Natale e altri racconti
Canto di Natale e altri racconti
La storia di Scrooge, il vecchio borghese ricco senza moglie. Lo spietato e avaro mercante, la cui vita si trasformerà dopo l’incontro con tre fantasmi: lo Spirito del Natale Passato, del Natale Presente, del Natale futuro. Oltre al più noto Canto di Natale in questo volume la raccolta completa di tutte le Christmas Carol di Dickens: Le campane, Il grillo del focolare, La battaglia della vita, Il patto col fantasma. Storie di fantasmi e di folletti, misteri e apparizioni: piccoli capolavori con protagonisti indimenticabili
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Capitombolo
Capitombolo
La paperetta de' Il Fatto è….è nuovamente presente e, proprio come nella scorsa storia, ugualmente tenace e caparbia. Su, avanti, chi non riconosce nella cocciutaggine dell’adorabile bestiola quella dei famosi “terrible two”? Se ne “Il fatto è” si rifiutava di farsi il bagno, qui la vediamo arrampicarsi intrepida sui rami di un albero, gettando in agitazione gli animali che a turno provano a farla scendere. Ritroviamo anche in questo caso la sequenza che vede alternarsi l’anatra, il gatto, il cane e il tacchino, in un crescendo che da un lato suscita ilarità e dall’altro aumenta la tensione del libro, senza però rinunciare a una buona dose di prevedibilità che si sa essere ingrediente prezioso per i piccoli lettori. Il finale, come sempre, è un colpo di scena che non vi svelo, anche se già dal titolo qualcosa s’intuisce. Vi basti sapere che Gek, come tutti i migliori autori per bambini. è dalla parte dei bambini.
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