L’eco del bosco
L’eco del bosco
C?? una nuova giornalista a L?Eco del Bosco. Polly Pec ? una tipa in gamba, ma il famoso Lupo non ne vuole sapere: lavorare con una pecora, lui? I casi un po? bizzarri che affronteranno insieme gli faranno cambiare idea? Dalla penna di Marco Iosa un racconto divertentissimo ma anche ricco di spunti di riflessione, mai scontati, sul difficile tema della diversit?. ?Scimmie!? disse Kongo. ?Sei mai stato a una festa di scimmie? Dicono che saltino di qua e di l?, che si tirino banane e noccioline, che urlino tutto il tempo e che si battano con le mani sulla testa. Dicono sia come una riunione di condominio?. ?Non sono mai stato a una riunione di condominio? disse Lupo. ?Neanch?io. Ma dicono sia come una festa di scimmie?.
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Saldi! L’invisibile
L’invisibile
La presenza di un invisibile è come un tocco leggero. Ci voltiamo e ci chiediamo: chi era, da dove veniva, e dove stava andando? Il giorno in cui lui – o lei – divenne invisibile. Si muovono barcollando accanto a noi, legioni, coorti, armate di esistenze rese invisibili, e ci bisbigliano delle loro vite talvolta mai vissute, delle speranze e dei desideri. E può accadere che li udiamo. Allora ci viene voglia di dire “qualcuno ha perduto la sua vita e forse è stato per me, perché io potessi vedere”. L’invisibile visibile. Potrei essere io. Potresti essere tu. Hilmer Eriksson, sedicenne appassionato di scacchi, abita in una piccola cittadina svedese e ha una ragazza che si chiama Ellen. I compagni di scuola lo definiscono un tipo comune, taciturno e un po’ assente. Una mattina di maggio, Hilmer scopre di essere diventato invisibile: nessuno può vederlo né toccarlo, ma tutti lo cercano. Deve essergli capitato qualcosa di brutto, ma lui non può ricordare e assiste impotente all’indagine del poliziotto Harald Fors, che interroga parenti e amici per scoprire cosa ha impedito al giovane Eriksson di tornare a casa sabato sera per vedere la partita. Carmen Giorgetti Cima, che ha curato tutti gli ultimi titoli svedesi pubblicati da AER, traduce con stile limpido e grande scorrevolezza anche L’Invivibile del pluripremiato Mats Wahl, un romanzo intenso sospeso tra giallo investigativo e riflessione sociale (in Svezia ne esiste anche una versione cinematografica). Hilmer avrebbe potuto essere un ragazzo come tanti altri, ma non vuole abbassare gli occhi davanti all’ingiustizia: compie un atto coraggioso, ma nessuno sembra accorgersene fino al giorno della sua scomparsa. Il poliziotto Fors sospetta l’implicazione di alcuni giovani del movimento neonazista e non accetta che le croci uncinate apparse sui muri della scuola siano liquidate con una mano di vernice, per abitudine e superficialità. L’incipit del racconto pone al centro dell’attenzione pensieri e sensazioni del protagonista, ma Hilmer è trasparente per chi lo circonda e sembra gradualmente sparire anche dalle pagine del romanzo: il punto di vista cambia e la narrazione diventa quasi impersonale, un susseguirsi di interrogatori e dialoghi, che sono tappe di una serrata indagine per risolvere il mistero che avvolge la scomparsa del sedicenne. Il fantasma di Hilmer appare di rado – l’autore sambra collocarlo ai margini della storia – eppure resta sempre evidente agli occhi del lettore. L’assenza diventa presenza, il suo essere invisibile determina il suo essere visibile, nelle azioni e nei sentimenti. Hilmer è vittima di un’insensata e inspiegabile violenza, messa in atto da minorenni con armi e poster miltari appesi in camera, ma è anche protagonista di una toccante storia d’amore. Odio e crudeltà, xenofobia e rabbia non riescono infatti a cancellare la tenerezza, né possono impedire che dalla morte nasca ancora una volta la vita. Mara Pace, Andersen XXIII, 206, settembre 2004, 52. Non c'è molto spazio per la speranza in questo bellissimo, tragico romanzo che rappresenta la parte più crudele e priva di senso della giovinezza e che punta il dito contro l'incapacità delle istituzioni, e degli adulti in genere, di affrontare le violenze gratuite, la boria e le spacconate di tanti ragazzi che, trovandosi a un certo punto in bilico, scelgono la strada della violenza e della crudeltà che può arrivare fino all'uccisione di un ragazzino qualsiasi, così, senza alcuna ragione. Annalisa Brunelli, HaccaParlante 4, dicembre 2004, 88. Non di rado il dolore rende invisibili. Si soffre e ci si nasconde a causa di quella stessa sofferenza. E nel nascondersi si grida aiuto pensando che nessuno ascolti, sperando che qualcuno lo faccia, sapendo che si smette di esistere per la maggior parte del mondo. Hilmer Eriksson, il ragazzo intorno al quale si snoda la vicenda di questo romanzo è stato massacrato di botte e nascosto da ragazzi come lui, irretiti dal fascino incomprensibile, violento e mortifero del nazismo; la sua sofferenza come il suo essere invisibile sono concreti, fisici. In un mondo ovattato ciò che diventa brutalmente visibile sono le foglie con cui è stato ricoperto Hilmer, quelle foglie che gli riempiono la bocca, e le foto, scattate all'ospedale, del volto irriconoscibile di un ragazzo come tanti. Invisibile è, per quieto vivere, ciò che accade nella cittadina svedese, ciò che accade sotto i nostri occhi ogni giorno,ciò che spesso viene minimizzato come "ragazzata". E' per non permettere che questa invisibilità lo raggiunga che Fors, il poliziotto che indaga su un caso di presunta scomparsa, ripete continuamente a se stesso, come un ammonimento, di non diventare insensibile. Ogni suo passo, ogni sua azione sono accompagnati da pensieri che lo costringono a vedere: "La presenza di un invisibile è come un tocco leggero. Ci voltiamo e ci chiediamo: chi era, da dove veniva, e dove stava andando? Il giorno in cui lui - o lei - divenne invisibile. Si muovono barcollando accanto a noi, legioni, coorti, armati di esistenze rese invisibili, e ci bisbigliano delle loro vite talvolta mai vissute, delle speranze e dei desideri. E può accadere che li udiamo. Allora ci viene voglia di dire 'qualcuno ha perduto la sua vita e forse è stato per me, perché io potessi vedere'." In "L'Invisibile" Mats Wahl combina un ritmo incalzante a un'atmosfera lenta: fatti e pensieri, realtà e finzione. Lo si legge così com'è scritto, quasi senza interruzioni: pochi capitoli scandiscono le pagine, e il tempo dell'indagine: "Lunedì mattina","Lunedì pomeriggio", "Lunedì sera", "Martedì primo mattino", "Martedì tarda mattinata", "Gli interrogatori", "Mezzogiorno di Martedì". Non ci sono molte speranze in questo romanzo, pubblicato in Italia nel 2004, ma tragicamente attuale se si sfogliano i giornali di questi giorni che testimoniano un'escalation nazista anche in Svezia. Solo la gravidanza di Ellen - che sembra però messa lì, alla fine, per non arrendersi, ma senza troppa convinzione - cerca di aprire uno spiraglio. In realtà, l'unico vero senso sembra essere una domanda che non trova risposta, quella della madre di Ellen: "Come fanno delle persone assolutamente normali ad abbracciare una logica del genere? Io non lo riesco a capire." Il lettore resta lì, a chiedersi da dove viene l'odio. Una domanda importante, a cui è necessario dare una risposta. Una domanda sulla quale giovani e adulti sono chiamati a riflettere, a fermarsi per capire il passato e a guardare con occhi bene aperti il presente. Elisabetta Mincato, 28 dicembre 2008, in www.leggereleggerci.it
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Saldi! L’Uccellino fa…
L’Uccellino fa…
Ecco un libro di suoni e di rumori che divertirà molto i più piccoli e li accompagnerà nelle prime esperienze linguistiche. Un ricco panorama di suoni quotidiani più o meno consueti, associati a illustrazioni semplici ed evocative con colori pieni e contorni netti ben delineati. Sono queste infatti le caratteristiche essenziali per appassionare i giovanissimi lettori e introdurli al mondo della letteratura.
Nasce a Parigi nel 1965. Diplomatasi alla Scuola d’Arte e di Grafica comincia a lavorare nel campo della pubblicità. La passione per il disegno la porta nel mondo editoriale, e comincia a illustrare libri soprattutto per bambini e ragazzi, e un po’ per i giornali di moda.
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Saldi! L’uccellino rosso a lezioni di volo
L’uccellino rosso a lezioni di volo
L’uccellino rosso
a lezioni di volo
Era un bel mattino di primavera e allo zoo tutto era tranquillo, nemmeno un visitatore, quando ad un tratto... CRACK! Il guscio di un uovo si ruppe e sbucò fuori una piccola cosina tutta rossa. In tutto lo zoo non c’era nemmeno un uccello e meno che meno uno con le piume rosse.
Solo e indifeso, l’uccellino rosso diventò subito il beniamino degli animali dello zoo. Ma come si fa ad allevare un uccellino e soprattutto, chi gli insegnerà a volare?
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L’ultima pecora
L’ultima pecora
Finalista Premio Orbil 2020. Narrativa 6/10 Un gregge di pecore, un viaggio rocambolesco, una cometa, un grande equivoco, una nascita di cui tutto il mondo parlerà. Dall’autore di L’arca parte alle otto un nuovo racconto ricco di colpi di scena e umorismo dissacrante. Tutto ha inizio con l'apparizione della cometa, con squilli di trombe e l'annuncio della lieta novella, ma le analogie con la Notte del Natale che tutti conosciamo non vanno oltre. Un gruppetto di pecore viene svegliato da un bagliore accecante. I pastori sono tutti spariti e le pecore si convincono del fatto che siano stati rapiti da un UFO. Sarà una capra a svelare loro che, in realtà, tutti i pastori della zona si stanno recando a rendere omaggio a una creatura appena nata in una stalla, destinata a fare cose straordinarie. Il piccolo gregge si mette allora in cammino per raggiungere i pastori e far visita alla creatura di cui un giorno tutto il mondo parlerà. Sbaglieranno strada, affronteranno le correnti di un fiume; una pecora rischierà d'affogare, un'altra abbandonerà il gregge dopo liti e discussioni… arriveranno in tempo per assistere al grande evento?
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Saldi! L’ultimo albero
L’ultimo albero
Stepan Zavrel
L’ultimo albero
In una piccola città nel centro di una immensa foresta arrivarono un giorno tre brutti figuri e fecero una proposta agli abitanti della città. Avrebbero dato loro oro e pietre preziose a volontà in cambio del legname. Ingenui, e spinti dall’avidità, gli abitanti imbracciarono le asce e cominciarono ad abbattere gli alberi, uno dopo l’altro finché non rimase in piedi che un ultimo albero.
Come sempre nelle storie di Štepán Zavrel, saranno i bambini a far ragionare i grandi e a guidare pazientemente la rinascita del bosco.
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La bambina di vetro
La bambina di vetro
Questa storia, pubblicata per la prima volta in Francia nel 2002, ? stata ispirata da Giacomo di cristallo di Gianni Rodari. Gis?le, la protagonista del libro, cos? trasparente da mostrare a tutti i propri pensieri, a differenza di Giacomo non viene messa in prigione, ma esclusa e costretta a vagare per il mondo alla ricerca di una casa. La bambina di vetro, scrive Beatrice Alemagna, non ?parla di quanto sia potente la verit?, ma di fiducia in se stessi e di coraggio?. Doti che tutti coloro che lottano per la vita non dovrebbero mai perdere.
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La casetta segreta sull’albero
La casetta segreta sull’albero
“Come?? Sei troppo impegnata per giocare con me? BENE! Giocherò da sola. Ho una casetta segreta sull’albero, ma tu non sei invitata. Dentro ci sono: una fionda lancia-gavettoni, una scatola per la cioccolata e un walkie-talkie. E sai qual è la parte migliore? Non posso dirtelo. È un SEGRETO. Scommetto che sei curiosa…”
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Saldi! La città dei fiori
La città dei fiori
La città dei fiori
C’era una volta una piccola città, uguale a tante altre. I suoi abitanti però amavano moltissimo i fiori e li coltivavano ovunque. Finché un giorno il sindaco, convinto che la loro fosse una gran perdita di tempo, ordinò di far sparire tutte le piante, e persino le farfalle! La città divenne allora grigia e triste.
Ma un giorno, due bambini scoprirono il giardino segreto dove tutte le piante erano state nascoste. I due aprirono il grande cancello e liberarono i fiori e le farfalle. Poi ci pensò un temporale a spargere i semi dei fiori su tutta la città. Presto cominciarono a spuntare i primi germogli. E, con i fiori e le farfalle, tornarono nella città anche i colori e l’allegria.
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Saldi! La città e il drago
La città e il drago
Su una montagna c’è un drago enorme, grande esagerato, che solo guardarlo fa tanta paura, ma se lo osservi da vicino e se hai buon occhio ti accorgi che fuori è mostruoso ma dentro non è che un ranocchio. Sull’altra montagna c’è una città e c’è un re attacca brighe. Ogni mattina si sveglia con il solo pensiero di trovare un pretesto per attaccare il drago, ma non trovandone alcuno, un bel giorno decide di crearsi da sè l’occasione e ordina il trasloco della città sulla montagna del drago. C’È UNA MONTAGNA, ANZI NO SONO DUE SU UNA C’È UN DRAGO CHE STA SULLE SUE SULL’ALTRA INVECE C’È UNA CITTÀ SENTISTE TUTTO IL FRACASSO CHE FA Un libro che invita a riflettere sulla stupidità della guerra e l’incapacità di comunicare che è alla base della guerra stessa. Per parlare con i bambini di cosa succede quando si mettono i propri interessi davanti a tutti, di quanto è pericoloso far la guerra e che anche le litigate tra bambini possono essere brutte e noiose e inutili, viste da fuori. Illustrazioni bellissime che attraggono e conquistano i bambini, ironia e rima per un piacere assicurato!
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La coda canterina
La coda canterina
Siete alla ricerca di un libro da leggere in una classe di bambini che frequentano la scuola d?infanzia o le elementari? Per come ? concepito, questo libro potrebbe rispondere alle vostre esigenze. La coda canterina si presta alla lettura in gruppo e allo svolgimento di giochi e attivit? adatte a stare insieme quando si ? numerosi. La storia si sviluppa a partire da un rompicapo, la cui risoluzione sfugge di continuo ai personaggi che ne sono protagonisti . Il problema individuale di un bambino, si estende a una piccola comunit? di adulti, diventando una questione collettiva. Quante volte capita, nella realt?, di trovarsi nelle medesime circostanze? La domanda, per?, ? un?altra: chi e come, in casi come questi, pu? collaborare a trovare una soluzione adeguata? Invitate i lettori a offrire il proprio contributo sull?argomento e lasciate che la loro immaginazione si spinga fin dove vuole arrivare. Le autrici di questo libro hanno fatto lo stesso. Il tono generale ? scanzonato, paradossale e per questo La coda canterina ? un libro in cui inventare soluzioni ai problemi ? molto divertente. [...] La dimensione dell?ascolto marca pi? di tutto La coda canterina, anche quando in luogo delle corde vocali vengono attivate corde interiori, il pensiero, le emozioni. Una coda che canta non si esaurisce in uno shock percettivo. Essa dice di pi?. Per esempio: voglia di uscire, crescere, superare limiti; bisogno d?ascolto da parte di un mondo adulto che sente con le orecchie, ma, nonostante l?impegno, pu? non ?sentire? il senso; piacere di sguinzagliare desideri cos? grandi, da farci volare, per un po?, in alto, lontano, via da tutto; necessit? di muovere le idee e il corpo in uno spazio n? stretto n? largo, ampio secondo i nostri desideri ampi; ricerca di continuit? tra luoghi d?origine e d?elezione; possibilit? di tracciare attorno alle cose di questo mondo itinerari fantastici; scoperta che una coda non ? mai senza capo e che un bambino non ? mai senza testa.
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La collezione di biscotti
La collezione di biscotti

La collezione di biscotti di un bambino dove ognuno di essi ha una propria funzione.

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La forma del tempo
La forma del tempo
Lenti bradipi, veloci aquile e immobili lucertole accompagnano i bambini alla scoperta del tempo, del suo ritmo e del suo valore. Un invito a riflettere e ad apprezzare ogni momento.
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La grande fabbrica delle parole
La grande fabbrica delle parole
C’è un paese dove le persone parlano poco. In questo strano paese, per poter pronunciare le parole bisogna comprarle e inghiottirle. Le parole più importanti, però, costano molto e non tutti possono permettersele. Il piccolo Philéas è innamorato della dolce Cybelle e vorrebbe dirle “Ti amo”, ma non ha abbastanza soldi nel salvadanaio. Al contrario Oscar, che è ricchissimo e spavaldo, ha deciso di far sapere alla bambina che un giorno la sposerà. Chi riuscirà a conquistare il cuore di Cybelle? Il nostro titolo “long-seller”, che ha portato in Italia e reso popolare tra i piccoli e grandi lettori la coppia autorale Docampo – del Lestrade. Un albo illustrato senza età, perfetto da regalare a chi si ama, nelle occasioni più significative della vita.
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La grande fabbrica delle parole – Hard Cover
La grande fabbrica delle parole – Hard Cover
C’è un paese dove le persone parlano poco. In questo strano paese, per poter pronunciare le parole bisogna comprarle e inghiottirle. Le parole più importanti, però, costano molto e non tutti possono permettersele. Il piccolo Philéas è innamorato della dolce Cybelle e vorrebbe dirle “Ti amo”, ma non ha abbastanza soldi nel salvadanaio. Al contrario Oscar, che è ricchissimo e spavaldo, ha deciso di far sapere alla bambina che un giorno la sposerà. Chi riuscirà a conquistare il cuore di Cybelle? Il nostro titolo “long-seller”, che ha portato in Italia e reso popolare tra i piccoli e grandi lettori la coppia autorale Docampo – del Lestrade. Un albo illustrato senza età, perfetto da regalare a chi si ama, nelle occasioni più significative della vita.
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