Cristalli
Cristalli

Primo romanzo pubblicato dalla Casa Editrice Saremo Alberi

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Croc Croc mordicchia!
Croc Croc mordicchia!
Croc Croc è un coccodrillino a cui piace fare domande: in ogni pagina si rivolge direttamente al piccolo lettore per chiedergli come si chiama, qual è il suo libro preferito, qual è il suo peluche preferito… ed è felice di mostrare a sua volta i propri gusti e i propri giochi. Ma quando arriva all’argomento “cibo”, scopriamo che il piatto preferito di Croc Croc è proprio…. Esordio in Italia per l’autrice francese Lucie Phan.
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D’Amore non si muore
D’Amore non si muore
Due gli elementi più interessanti di questo premiatissimo libro: l’andamento narrativo strutturato su codici espressivi filmico-teatrali; il modo in cui l’autore tratta il tema dell’amore, con realismo e tenerezza insieme, senza tabù, senza infingimenti, senza ipocrisie, con una "libertà pulita” che ha il supporto di un’intensa valorizzazione dei sentimenti (vedi la scena magistrale dell’acquisto dei preservativi). Tappa centrale è l’innamoramento del protagonista, un giovane uomo (forse un liceale) che Nilsson chiama Lui. Innamoramento fatto di timidezza e passione, di totale sprovvedutezza da parte del ragazzo rispetto alla sua partner, una ragazza assolutamente disinibita e sicura di sé. Il rapporto tra i due subito s’interrompe a causa di un soggiorno di lui in USA: al ritorno scopre la presenza di un altro in casa di lei. Progetta il suicidio. Sulla sua scrivania ha messo in fila degli oggetti (di cui il testo dà una lista simile a quelle degli “oggetti di scena”) ognuno dei quali gli fa rivivere una tappa della sua storia d’amore e costruire dentro di sé un film con sequenze corrispondenti a quelle tappe. Alcune di queste immaginarie riprese filmiche presentano anche più d’una versione perché il ragazzo è incerto su quale sia la più vicina alla realtà. L’incontro-scontro drammatico tra i due ragazzi è redatto come un copione teatrale. Battute di dialogo alternate a didascalie. Per non parlare della colonna sonora della notte prevista per il suicidio, costituita dal telefono che alterna silenzi prolungati e angoscianti a trilli elettrizzanti, talvolta inutilmente ripetuti. È la stesura della sceneggiatura filmica (il cosiddetto film-dentro-la-testa) che ci introduce più a fondo nel disagio interiore del protagonista con un acme che si aquieta verso la fine in note di quasi speranza, in un tentativo di ripartire da zero, giacché d’amore non si muore. Ci si può chiedere se questa adesione a un linguaggio quasi da fiction mediatica abbia una valida ragion d’essere. Ritengo di sì perché vi si riscontra un efficace stimolo ad avvicinarsi empaticamente al protagonista e perché le pagine offrono quegli spazi d’intervento da parte del lettore, quegli interstizi che l’autore gli propone di riempire quale lector in fabula. Come dice Umberto Eco «il testo è un meccanismo pigro che vive del plus valore di senso introdottovi dal destinatario». Carla Poesio, Liber 65, gennaio-marzo 2005, 9.
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Davì
Davì
Un tipo strano sta attraversando la citt?: un ragazzo alto e magro, con la cresta verde, vestito tutto di nero e tiene in mano un fiore giallo. Dove va? Per chi ? quel fiore? Mi chiamo Davide. Ma mia madre mi chiamava Dav?. Ora che se n?? andata non c?? pi? nessuno a chiamarmi cos?. Ho diciannove anni, ma a volte ? come se me ne sentissi molti di meno. A volte, invece, ? come se mi sentissi tutti gli anni del mondo. Credo capiti a tutti, prima o poi. Il tempo ? una cosa strana. Si dilata, si restringe, si asciuga, si riempie. Si riempie di tutta la nostra vita e anche di quella degli altri. La contiene. Un?enorme borsa della spesa in cui ficcare dentro desideri, sogni, fantasie. Bello.
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Di notte sulla strada di casa
Di notte sulla strada di casa
Sedici tavole e sedici domande, per abitare la notte in modo sicuro, cercando storie nelle luci di una citt? insonne, che dal finestrino dell?auto sembra sognare se stessa. Di notte sulla strada di casa accade se in vettura un bambino, sdraiato o sul fianco, seduto o accucciato, si affaccia sul mondo che gira e gli chiede perch?? Il libro scorre per tutta la sua durata su un doppio livello espressivo: uno interno e interiore; uno esterno ed esteriore. Lo evidenziano costantemente messe in primo piano, le sagome del cruscotto, dei sedili, dei finestrini: questo ? l?interno. Si ? dentro dal primo momento, quando, aprendo il libro, dalla copertina (dove l?auto coi suoi fari illumina il lettore) si accede all?interno della vettura senza sbattere portiere. Dentro, c?? un ambiente a noi noto: aria tiepida che fa stare senza cappotto; rumori attutiti; adulti taciturni che per la stanchezza hanno smesso di discutere, guidano, digeriscono, sonnecchiano; radio spenta perch? il notiziario ? gi? stato trasmesso; finestrini su tutti i lati. L? dentro, sul vetro di questi schermi occasionali e perfetti, un bambino fissa ritratti di citt?, quadri di sole domande. Il pensiero ? protagonista. ? lui che gira Di notte sulla strada di casa: come un regista, come un film. Si manifesta in forma interrogativa per sedici volte, scandendo il testo breve in altrettante domande. [...] Di notte sulla strada di casa ? impossibile perdersi. Fari e insegne orientano. Non ? dritta la via del ritorno e, se la segnaletica non mente, il rettilineo porta chiss? dove. Dunque, si svolta. Chiss? dove ? una freccia in avanti, localit? futura e desiderabile poich? sconosciuta. L?ignoto non si teme. Per un bambino esploratore, alto quanto lo schienale di un sedile imbottito, anche la strada di casa, in fondo, ? ?chiss? dove?, se essa dimostra di aver azzerato le consuetudini diurne e di essere oltre l?ordinario. Infinitamente piccolo e immensamente grande, si guardano e si parlano. Il cielo tocca la strada, la strada tocca il cielo. Per ciascuna domanda una stazione di conoscenza, un progetto di soluzione che si prospetta in divenire. Di notte sulla strada di casa si muove nel buio, facendo luce. [...] Sull?ultima tavola, lettore e protagonista si identificano: hanno in mano lo stesso libro ? Di notte sulla strada di casa ? e chiedono che qualcuno glielo legga: ?Quando arriviamo mi leggi una storia??.
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Dire fare giocare
Dire fare giocare
Nulla di più, nulla di meno di un libro che fa. Fa leggere, fa dire, fa giocare: FA FARE! E facendo, sempre, si impara. Non si è mai troppo piccoli per fare, per imparare. Ventitré gesti semplici ma mai scontati. Uno scambio tra la carta delle pagine e gli occhi di chi guarda, di chi legge, di chi fa di questo libro uno, cento giochi. Parole infilate come in una collana di perline, nonsense di bambini e immagini di vita vera.
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Dizionario della fiaba
Dizionario della fiaba
Da Perrault ai fratelli Grimm, da Andersen a Calvino: una guida ragionata e di piacevole lettura per districarsi tra le trame, gli autori e i personaggi delle fiabe, per scoprire perché la fiaba non passi mai di moda, ma sia nutrimento necessario per tutti. Il dizionario presenta una selezione di fiabe classiche e moderne, illustrandone origini, varianti, fortuna letteraria, adattamenti al cinema e in TV, figure tipiche, autori e studiosi, in un continuo gioco di rimandi tra Paesi e culture diverse, alla scoperta delle radici comuni del nostro immaginario.
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Dolci Parole
Dolci Parole
Lola si sveglia con la bocca piena di dolci parole. Le sente gonfiarsi nelle guance, vorrebbe dirle a qualcuno ma papà sta uscendo e mamma è molto occupata, sull’autobus c’è confusione e il suo vicino di banco è antipatico... Lola si rabbuia, tiene il broncio, resta di cattivo umore per tutta la sera fino a quando riesce finalmente a dire le sue dolci parole a mamma e papà che le fanno tante coccole. Un libro pieno di tenerezza che racconta di quanto sia importante per i piccoli condividere, in ogni momento, le loro emozioni più profonde.
Nasce in Belgio nel 1960. Studia illustrazione all’École supérieure des Arts Saint-Luc di Liège per dedicarsi successivamente al disegno declinato in tutte le sue forme: albi illustrati, riviste, pubblicità, scultura e pittura… Espone in varie gallerie d’arte e centri culturali e ha una cattedra all’École supérieure des Arts Saint-Luc. Ha ricevuto molteplici premi tra i quali il premio Scam nel 2002.
Nasce a Mons, in Belgio, nel 1960. È professore di francese. Poeta francofono e grande viaggiatore, vince numerosi premi letterari. La sua presenza in più di un'antologia storica, ne fa uno degli autori più stimati in Belgio.
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Domani inventerò
Domani inventerò
Al confine di ogni attimo ci sono meraviglie inattese e nuove possibilità da vivere. Basta volerle scoprire: brandelli di sogni al confine del mio letto, una storia diversa al confine dei libri, granelli di sabbia al confine del mare. Fino ad arrivare all’incontro con l’altro, sfidando la vertigine dell’ignoto. Un testo poetico magistralmente illustrato che invita a guardare la vita con occhi nuovi e a reinventarsi ogni giorno. Dall’autrice e dall’illustratrice del successo internazionale La grande fabbrica delle parole.
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Saldi! Doomboy
Doomboy
?Ti dar? un nome segreto. Ma devi fare attenzione perch? ? un nome speciale: Doomboy?. Nessuno sa chi ? Doomboy, non ci sono registrazioni o dischi in giro. La sua incredibile musica, dal potere magico, che incanta tutti i ragazzini di una sperduta cittadina di provincia, la si pu? ascoltare solo se si ? incredibilmente fortunati, sulle frequenze instabili di una radio pirata. Forse ? solo il canto di un cuore spezzato dalla perdita, quello un adolescente solitario, un ragazzo che deve imparare come si fa a dire addio al suo amore, anche se sembra impossibile. L?incredibile immaginario del virtuoso Tony Sandoval, in un nuovo emozionante graphic novel. Una storia su come si impara a dire addio, in quel meraviglioso e terribile periodo della vita che ? l?adolescenza. Tony Sandoval (Esperanza, Messico, 1973). Ha lavorato in agenzie di grafica e design, per poi approdare all?illustrazione e al fumetto. Si ? occupato di libri per l?infanzia e illustrazioni editoriali a Citt? del Messico. Trasferitosi in Europa, inizia a pubblicare in Francia con le edizioni Paquet e nel 2005 esce il suo primo libro, Veille Amerique. In Italia Tunu? pubblica per la prima volta le sue opere nel 2011 con il graphic novel Il cadavere e il sof?, seguito da Nocturno e dal graphic novel per ragazzi Oltre il muro (collana Tipitondi), entrambi nel 2012.
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Saldi! Dov’è Meo?
Dov’è Meo?
In questa nuova avventura di Michi e Meo, Meo è scomparso e Michi lo cerca in ogni angolo della casa: sotto il letto, nell’armadio, nella cuccia del gatto… ma non lo trova! C’è un posto, però, dove quel golosone di Meo ama nascondersi… Spetta ai piccoli lettori scoprirlo, con l’aiuto di Michi, naturalmente! Dov’è Meo? è un libro pop-up di grandi dimensioni, con il testo in rima e le pagine scorrevoli, capace di stimolare il divertimento e la curiosità dei più piccoli. «Muovendo le alette, appaiono via via ambienti (sotto il letto, nell’armadio, nella cuccia, in dispensa) che Michi esplora alla ricerca del suo amatissimo gattino… Situazioni quanto mai semplici, accompagnate da un testo affettuoso e stringato scritto a mano. Anche il segno ben si adatta: disegni elementari ma sorridenti ed efficaci con colori piatti e vividi e un nitido segno in nero che tutto campisce…» (Walter Fochesato, «Andersen»)
Nasce in Belgio, compie studi universitari che la portano poi in Canada, dove lavora come logopedista in un grande ospedale per bambini. Ritorna in Belgio e, con la nascita del suo secondo figlio, comincia a illustrare libri con una grande passione per i colori. Le sue ispirazioni vengono direttamente dalla vita quotidiana, da sempre piena di bambini.
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Due Mostri
Due Mostri
C'è una montagna e ci Sono due mostri: uno abita di qua e l'altro abita di là. I due mostri si parlano attraverso un buco, senza vedersi. Una sera, al tramonto, il primo mostro dice: Guarda che bello, il giorno se ne va!". E l'altro risponde: "Ma no, è la notte che arriva, sciocco?" "Io Sono sciocco? E tu sei uno scemo!". Comincia allora una lite senza fine, con un lancio di sassi Sempre più pesanti e di offese sempre più grandi. Fino a che... Età di lettura: da 3 anni.
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E noi?
E noi?
Mamma anatra ha una bellissima nidiata, però solo un anatroccolo le sembra irresistibile e immediatamente lo chiama Martino. «E noi?» protestano gli altri. Mamma anatra insegna a Martino a pescare. «E noi?» protestano gli altri anatroccoli. Poi vuole insegnare a Martino a volare, ma l’anatroccolo precipita nello stagno. Subito i fratelli corrono in suo aiuto, salvandogli la vita. In quel mentre arriva Papà anatra che si complimenta con loro. Una storia spiritosa e scanzonata che rende giustizia - con leggerezza - a fratelli e sorelle.
Nasce a Parigi. A undici anni crea la rivista "L’Oiseau bavard", un mensile illustrato e colorato a mano. Poi comincia a fare i ritratti di tutti i suoi amici e a riempire quaderni d’immagini e progetti di libri. Oggi prosegue la sua carriera di autrice-illustratrice con tanti libri pensati per i lettori più piccoli.
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Saldi! E tutto il resto appresso
E tutto il resto appresso
Da un?idea di Francesca Di Virgilio, il racconto della personale discesa all?Inferno da parte di Angelica, studentessa universitaria fuori sede a Roma, a cui non manca nulla, specialmente l?amore di Michele Esposito, che muore improvvisamente. Crollano cos? tutte le sue certezze, perch? la vita, in fondo, ? crudele. Solo quando tutto sembra precipitare verso una fine scontata, qualcosa di inaspettato riuscir? a salvarla e la ragazza guarder? con nuova attenzione al ?cuore? delle cose.
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Elefante imperiale
Elefante imperiale
Nei cieli solcati da tappeti volanti, mentre i muezzin invitano alla preghiera dall'alto dei minareti, comincia il lungo viaggio dell'elefante imperiale Abul Abbas, simbolo di pace e civiltà. È l'inizio di una grande amicizia, che legherà per sempre il califfo di Baghdad e l'imperatore Carlomagno, due sovrani diversi e lontani, convinti che ogni cosa può essere ottenuta usando buona grazia e parole gentili, senza bisogno di impugnare le armi. Un messaggio di pace tra Oriente e Occidente, mondi lontani, culture diverse e distanze apparentemente incolmabili. Età di lettura: da 5 anni.
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