Un pesce è un pesce
Un pesce è un pesce
Questa ? la storia dell?amicizia tra un pesce e una rana. Diventata grande, quest?ultima decide di lasciare lo stagno e andare a vedere il mondo. Quando ritorna, il suo racconto affascina a tal punto il suo amico pesce che questi decide di partire a sua v
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Un pesce è un pesce
Un pesce è un pesce
Questa è la storia dell’amicizia tra un pesce e una rana. Diventata grande, quest’ultima decide di lasciare lo stagno e andare a vedere il mondo. Quando ritorna, il suo racconto affascina a tal punto il suo amico pesce che questi decide di partire a sua volta in esplorazione ma… un pesce è un pesce!
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Un po’ più lontano
Un po’ più lontano
? estate, il piccolo coniglio Lorenzo si annoia. Chiede il permesso di andare a giocare in giardino. ?Ormai sei grande? gli dice la mamma, ?puoi giocare fuori ma non oltrepassare lo steccato?. Lorenzo per?, giunto allo steccato, lo supera di qualche passo
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Un’eccezionale nevicata
Un’eccezionale nevicata
L?ultima cosa che ti aspetteresti arrivando a scuola ? di non trovare nessuno. Anzi, peggio, che gli unici presenti siate tu e il maestro pi? severo in assoluto. Ed ? proprio ci? che capita a Danny dopo un?eccezionale nevicata. Ma ben presto quello che era cominciato come il giorno peggiore della sua vita diventa una giornata magica, la pi? memorabile di tutto l'anno. Una storia toccante (e molto nevosa) scritta da Richard Curtis ? il leggendario creatore di Mr. Bean, Bridget Jones, Quattro matrimoni e un funerale e I Love Radio Rock ? e illustrata dalla pluri-premiata artista Rebecca Cobb con grazia e ironia.
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Una pesca straordinaria
Una pesca straordinaria
Dopo il successo di “Il ladro di polli” tornano la volpe e la gallina (innamorati) più divertenti degli ultimi anni, questa volta alle prese con il frigo vuoto: vivendo su un’isola deserta, l’unica possibilità è quella di andar per mare, in una nuova esilarante avventura.
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Una storia Guaranì
Una storia Guaranì
Dal cuore della foresta pluviale, come in un sogno, si leva un canto d?amore. Un viaggio iniziatico che fa luce sugli effetti della lentezza, della dolcezza e sui misteri profondi dell?anima umana. Complici un ragno e la sua tela. [...] Tra i petali di un fiore giace un corpo. Chi ? costui o costei? Perch? l?autrice sceglie di non dichiararne in modo esplicito l?identit? sessuale? A cosa si deve un sonno tanto profondo? Perch? ci sembra che, con ogni probabilit?, stia sognando? [...] Centro del corpo e centro del fiore combaciano, il pistillo, che ? l?organo femminile del fiore e il punto in cui nascono i boccioli, tocca il ventre della creatura come fosse una manina a cinque dita, calda. Il fisico ? nudo come quello dei neonati appena usciti dal grembo materno, ma le proporzioni rimandano all?et? dello sviluppo. Attraverso questi elementi, comprendiamo che l?immagine di copertina ? un?immagine simbolica: richiama la pubert? e fa di Una storia Guaran? una storia di e per adolescenti (non solo per bambini), nonostante l?autrice non li chiami mai cos? e preferisca per loro gli appellativi ?giovane?, ?ragazzo?, ?ragazza?. Ha scritto Fran?oise Dolto, una psicoanalista che ha dedicato la vita allo studio dei comportamenti dei bambini e degli adolescenti, che: ?L?adolescenza ? un movimento ricco di forza, di promesse e di vita: uno sbocciare. Questa forza ? molto importante, ? l?energia stessa di questa trasformazione. Come germogli che spuntano dalla terra, si ha bisogno di ?uscire?. Forse per questo la parola uscire ? cos? importante. Uscire ? abbandonare il vecchio bozzolo ormai divenuto soffocante, ? anche avere un legame d?amore.? Dunque, forza, promesse, vita, sbocciare, trasformazione, germogli, uscire, bozzolo, amore.
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Saldi! Una storia molto in ritardo
Una storia molto in ritardo
Una pagina bianca che ben presto si popola di buffi personaggi in attesa… della storia! Ma dove si è cacciata? E perché ci mette così tanto? “Una volta le storie arrivavano in orario” dicono. Peccato che nessuno dia retta al coniglietto che, proprio accanto a loro, inizia a disegnare un mondo coloratissimo. Che sia quella la famosa storia che tutti attendono?
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Una zuppa di sasso
Una zuppa di sasso
? notte. ? inverno. Un vecchio lupo cerca ospitalit?. Trova un modo intelligente e compito per farlo e ottiene non solo un ottimo pasto caldo ma anche la compagnia degli animali del villaggio. Durante una grande cena tutti insieme i pregiudizi di ognuno l
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Una zuppa di sasso
Una zuppa di sasso
È notte. È inverno. Un vecchio lupo cerca ospitalità. Trova un modo intelligente e compito per farlo e ottiene non solo un ottimo pasto caldo ma anche la compagnia degli animali del villaggio. Durante una grande cena tutti insieme i pregiudizi di ognuno lasceranno spazio a un nuovo senso di solidarietà e amicizia.
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Saldi! Undici gatti paracadutisti
Undici gatti paracadutisti
Una storia di gatti volanti e avventurosi per parlare di numeri a chi ancora non li conosce, e farlo in maniera diversa dal solito. Grandi cieli popolati di nuvolette e una serie di atterraggi stravaganti per i felini che amano il vento fra i baffi. Beatrice Masini, Ciao Amici 2, febbraio 1998, 20.Un aereo decolla ed ecco piovere dal cielo una squadra di gatti paracadutisti. A terra c’è un piccolo pubblico di bambini che si gode lo spettacolo, pronto a riceverli festosamente. Ma non atterreranno tutti insieme. Il vento li ha sparpagliati. Ognuno vivrà quindi un’avventura insolita e particolare, diversa dalle altre. In questa storia ci sono anche dei pesci, dei topi, degli uccelli, un asino, un coniglio, un campo di girasoli, un albero di ciliegie, un uomo baffuto, una signora con un cappello rosa e un gelataio… E ci sono anche molti dettagli che, fungendo da anticipi e da rimandi tra le varie scene del libro, invitano il lettore ad aguzzare a vista e a scoprire, come in un gioco, le connessioni “nascoste”. Antonella Castelli Mosca, Semi di Bene, maggio–giugno 1998.
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Uno spuntino di Natale
Uno spuntino di Natale
La notte di Natale il topo Fernando e il gatto Filiberto, affamati, trovano sul tetto innevato di una casa un buffo berretto rosso con un ponpon bianco e decidono di utilizzarlo per trovare qualcosa da mangiare. Il travestimento del gatto dovrebbe infatti
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Vai via, Alfredo!
Vai via, Alfredo!
Alfredo non ha più una casa. Ha avuto appena il tempo di prendere la sua sedia e poi è scappato via. «C’è posto per me?» chiede in cerca di un nuovo rifugio. Ma lo spazio per lui non c’è mai e ognuno ha la sua buona scusa. «Nessuno mi vuole» pensa Alfredo, rifiuto dopo rifiuto. Fino a quando, un giorno, vede una piccola casa. È la casa in cui Sonia vive tutta sola. Accogliente, sicura, un poco isolata al limite del bosco. Alfredo si ferma, si siede sulla sua sedia, aspetta. Sonia all’inizio ha paura, ma la mattina seguente… Una storia struggente e profonda, evocativa nel tratto e nella scelta delle parole. Il racconto dolce e commovente di quel che succede quando si sperimentano esclusione e solitudine. E poi la gioia improvvisa di aver trovato una nuova casa.
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Velluto storia di un ladro
Velluto storia di un ladro
Nella casa di un architetto e di una ballerina, il ladro Velluto non tocca nulla, ruba a naso. Un?opera d?arte che risale il tempo e ritrova intatto il profumo dell?infanzia. ? fine maggio, in un appartamento abitato. La voglia d?estate spalanca le finestre di ogni stanza. All?ora di cena, il giro d?aria provoca un venticello gradevole che rinfresca gli ambienti e agita le tende, come sulla copertina di questo libro. [...] Fin da qui,?Velluto. Storia di un ladro?tiene il lettore in sospeso. Ferma la sua attenzione e ferma il tempo. [...] Da fuori e dall?alto, la luce si proietta sul pavimento, come un faro sul palcoscenico, formando un quadro che indica, al proprio interno, i creatori della storia e del libro, ed ? speculare, per formato e rilievo, alla finestra superiore, dove ? in corso un?azione sbalorditiva. Mani di uomo nero affiorano sul davanzale. Su questa soglia, il lettore fa come il ladro. Entra non visto, in casa di sconosciuti. Il momento che precede l?inizio di un concerto, di un balletto, di un?opera, ? da sempre, in teatro, gravido di domande, buio, silenzio sacrale. Con?Velluto. Storia di un ladro?si assiste a un fenomeno analogo, cui prendono parte esseri umani, animali, minerali, piante, in un?alternanza felpata di fasci di luce e coni d?ombra. Alle opere d?arte, coro maestoso per cinquantasei pagine, ? affidato un ruolo antidecorativo e antimuseale. La casa in cui Velluto si infiltra, non nasconde di essere un monumento alla creativit? umana. L?idea di bellezza che abbraccia ? enciclopedica. Cose antiche, moderne e contemporanee ? originali e falsi, pezzi unici e di serie ?, offrono al lettore variazioni e relazioni infinite. Ma le stesse cose ? antiche, moderne, contemporanee ? sono elementi drammaturgici, personaggi che commentano l?azione, amplificano o presagiscono il corso degli eventi. Il loro peso ? determinante, poich?, per figure, sorvegliano ogni passo del testo e scrivono il finale. [...] Questo libro ? una Wunderkammer. [...] Parole come?carezza,?onda,?casa,?bene,?sera,?primavera,?azzardo,?complice,?naso,?accordo perfetto, conferiscono a questo esordio un tono caldo, da grande occasione, che fa di Velluto un personaggio avvincente, un po? piratesco e un po? metropolitano. Portati in primo piano, lettore e ladro aderiscono a un progetto comune, solidarizzano in un territorio alieno a entrambi. ? un luogo domestico, una casa felice e ? una casa felice ? una casa ospitale?.
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Saldi! Ventimila leghe sopra i cieli
Ventimila leghe sopra i cieli
Storie da ridere per celebrare i 50 anni dal primo passo dell’uomo sulla Luna. Diciotto tra storie e rime, tutte fantastiche e surreali, arricchite dalle sue illustrazioni a colori. Vi si narra del lupo astronauta sul pianeta Prosciutto, di un papà inventa-razzi, di astronavi scintillanti, dell’alfabeto galattico, ma anche del pianeta Saponetta (su cui va chi non ha fretta), dello strano caso della costellazione Caffettiera, del primo marziano e via così. Una giostra di storie inventate, per viaggiare con la fantasia nello spazio.
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Saldi! Ventun Giorni
Ventun Giorni
Un libro appassionante, ricco di testimonianze su un mondo a noi sconosciuto, eppur riconoscibile nei sentimenti. L'autore, figlio di una famiglia di pastori nomadi tuvini, nato nel nord-ovest della Mongolia, narra gli avvenimenti occorsigli durante una visita ai genitori e, con questo, le abitudini, le usanze e le tradizioni del suo popolo. Durante i ventun giorni estivi trascorsi insieme alla moglie nel villaggio in cui è nato, Galsan ritrova figli, amici, parenti e, soprattutto, sensazioni e ricordi. Ambientato nella regione tuvina, una repubblica autonoma della federazione russa che si estende per 175.000 km2 nella Siberia Centrale, al confine con la Mongolia, il romanzo racconta il ritorno di Galsan Tschinag tra la sua gente. Nonostante i giacimenti di oro, platino e uranio che arricchiscono la loro terra, la popolazione tuvina ancora oggi continua a praticare l'allevamento del bestiame – cammelli, jak e renne – mantenendo inalterati usi e costume antichissimi. I tuvini infatti sono un popolo nomade, come gli zingari dell'Europa centrale o i pellerossa americani, e il rapporto che li lega alla loro terra e alle tradizioni del passato è più forte di qualsiasi altro richiamo. Galsan ha fatto una scelta diversa, è andato a vivere nella capitale, ha studiato ed è diventato insegnante in una scuola superiore. Ha lasciato però i suoi due figli coi nonni, in una tribù di pastori, ed è qui che torna per 21 giorni, condividendo abitudini e rituali e ritrovando i gesti e le parole della sua infanzia. Il suo racconto, cadenzato dai toni epici caratteristici delle narrazioni orali, descrive solenni battesimi e funerali nella steppa, fa prendere parte il lettore alla caccia alla marmotta e alle cerimonie sacre dentro le iurte. Uno per uno, i diversi membri della tribù vengono chiamati da Galsan a raccontare la propria storia o le antiche leggende, fino a comporre un ritratto vivissimo di un popolo orgogliosamente attaccato alle proprie radici. Enrica Guidotti, Andersen XVIII, 147, marzo 1999, 38.
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